Smaltimento Pannelli Fotovoltaici. Con un corretto riciclo è possibile ottenere una percentuale di recupero prossima al 95%!
Insomma, una fine che è anche un'inizio ...

Produrre energia elettrica partendo dall’energia solare è ormai una pratica ampiamente diffusa nel nostro paese che fortunatamente ha una buona esposizione al sole. Come sappiamo però, i pannelli fotovoltaici non hanno una vita infinita (mediamente la loro vita utile è stimata in 20/25 anni di operatività) superati i quali i loro rendimenti calano. Da questo momento in poi quei pannelli che durante la loro attività sono considerati apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), divengono dei RAEE.
Ciò che spesso ignoriamo però è quale sia la strada che seguono quando giungono a fine vita. Che trattamento subiscono? Come vengono recuperate le loro componenti interne?
Scopriamolo insieme...

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Questa tipologia di apparecchiature è stata in parte ignorata dalla normativa fino al 2014, quando con l’entrata in vigore del D.Lgs. 49/2014 che disciplina la gestione dei RAEE, sono entrati a far parte ufficialmente del novero dei RAEE non pericolosi con l’obiettivo di massimizzarne il riciclaggio.
Dalla seconda metà del 2014 quindi, in Italia i pannelli fotovoltaici devono essere obbligatoriamente avviati a processi di trattamento, finalizzati al recupero, in impianti autorizzati.
Un pannello fotovoltaico dal peso medio di 20 Kg, è composto per 1/10 del suo peso dalla cornice di alluminio la quale può essere facilmente asportata mediante operazioni manuali. L’80% del peso è invece composto dal vetro sul quale vengono poggiate le celle fotovoltaiche ed i contatti elettrici i quali vengono poi sigillati a caldo da un foglio di plastica. La prima fase del trattamento, prevede quindi che il vetro venga, meccanicamente, staccato dal foglio plastico così da poterlo recuperare.
Le componenti si presentano così attaccate alla plastica. La macchina è in grado di spazzolare via questi componenti passando poi a triturare finemente tutto ciò che resta e facendo così passare il granulato all’interno di una serie di vagli di diametri diversi con l’ausilio di cicloni a soffio di aria, i quali hanno il compito di separare i vari materiali a seconda della loro densità. Ciò che si ottiene in uscita è una polvere di plastica, rame, argento e contatti elettrici oltre naturalmente al silicio.
Essendo questi materiali tutti riutilizzabili si ottiene una percentuale di recupero prossima al 95% !!!

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