Ichnusa, il veliero sardo ecosostenibile ad impatto Zero, dotato di motore elettrico, energia eolica e fotovoltaica, dissalatore, raccolta differenziata e per l’occasione anche del forno solare.

Mathias Andreas Reiter è il capitano di Ichnusa, il veliero sardo ad impatto zero che ha fatto il giro della Sardegna in 11 giorni.
Una barca ecosostenibile ad impatto Zero, dotata di motore elettrico, energia eolica e fotovoltaica, dissalatore, raccolta differenziata e per l’occasione anche del forno solare!
L’imbarcazione è stata acquistata nel 2005 e da allora è stata trasformata in un’ottica ecosostenibile. Diverse sono state le modifiche apportate che hanno reso il veliero completamente autosufficiente: la sostituzione del motore diesel con quello elettrico e l’aggiunta dei Pannelli Fotovoltaici, dei generatori elettrici e di un dissalatore.

Un vero e proprio gioiello della tecnologia che ha circumnavigato la Sardegna in 11 giorni, con un viaggio 100% ecosostenibile. Circa 500 miglia percorse che corrispondono grosso modo a 1000 kilometri.

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Diversi gli aspetti che hanno portato lo skipper italo tedesco a realizzare la barca ecologica. Tra questi è la sottile differenza che esiste tra le barche a motore e quelle a vela. “Nelle prime ciò che è importante è il raggiungimento dell’obiettivo, come ad esempio un luogo, mentre per le barche a vela è importante il viaggio. Un viaggio in sé che viene vissuto a un ritmo e una velocità “sostenibile” dal punto di vista della percezione dei sensi e che ti permette di godere del ritmo della vela, aspettando il vento, o perdersi nei riflessi, sempre diversi, del sole e della luna nel mare” racconta Mathias Andreas Reiter. Viaggio inteso non soltanto in modo fisico ma anche per lo stravolgimento dello stile di vita e come modo di approcciarsi alla stessa, come il cambiamento di abitudini facendo diventare le rinunce un valore. Un discorso interiore che si rispecchia nelle azioni quotidiane. “Il 95% delle imbarcazioni non usa i serbatoi di accumulo delle acque nere, noi sempre. Nelle imbarcazioni non si svolge la raccolta differenziata, perché i rifiuti dei porti sono definiti speciali e vanno in un unico contenitore, noi siamo gli unici che lo facciamo”, spiega lo skipper.
Mathias parla di una decrescita sostenibile “un modo di dare un contributo positivo per espiare il passato. A 30 anni ho capito che non aveva senso continuare a produrre senza restituire nulla all’ambiente”.
Ma il futuro della barca è ancora tutto da scrivere e nei sogni dello skipper c’è quello di poter riverniciare la barca con tinte nanotecnologiche o dotarla di Vele Fotovoltaiche di modo da renderla completamente autonoma dalla banchina, ma anche di potenziare le attuali batterie AGM al piombo con delle nuove al litio più performanti.

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